Ponte di Nona: il treno dei desideri all’incontrario va

“Il treno dei desideri nei miei pensieri all’incontrario va”  cantava molti anni fa Adriano Celentano nel celebre brano ”Azzurro”.
Ed è proprio “all’incontrario” che comincia il quotidiano viaggio mattutino dei pendolari pontenonini verso il centro di Roma. Infatti, dobbiamo prendere il treno della famigerata ferrovia FR2 a Lunghezza, che si trova nella direzione opposta. Percorriamo quindi la Collatina verso fuori Roma, oppure prendiamo il bus 055: sono circa 10-15 minuti di viaggio, che si sommano al tempo di attesa del treno (spesso in ritardo).
Una volta saliti sul treno per Roma, ci rendiamo conto che la nostra prima mezz’ora di viaggio è trascorsa inutilmente. La beffa è che il treno transita, senza fermarsi, vicino al nostro punto di partenza: infatti, in lontananza possiamo scorgere le sagome dei palazzi del nostro quartiere.

Attendiamo pazientemente il lento scorrere delle fermate: La Rustica U.I.R., La Rustica Città, Tor Sapienza, Palmiro Togliatti, Serenissima, Prenestina….

Che cosa fa a questo punto il nostro treno? Sorpresa! “all’incontrario va” come nel brano del Molleggiato: si allontana dal centro e invece di proseguire diritto per la vicina Stazione Termini (si noti che il tracciato per Termini è sempre esistito ed è perfettamente funzionante) vira invece lentamente a destra incamminandosi a passo d’uomo verso la periferica stazione di Roma Tiburtina.
Il treno si ferma ad una serie estenuante di semafori rossi, poi finalmente arriva all’interno della stazione di Roma Tiburtina, sul binario più lontano. L’altoparlante annuncia beffardo che il treno “ha maturato” 12 minuti di ritardo “ci scusiamo per il disagio”. E mentre il treno continua a “maturare” il suo solito ritardo, i pendolari marciscono tra il risentimento e la rassegnazione.

Scendiamo dal treno. Ci accoglie un dedalo di squallidi labirinti e stretti cunicoli: chissà chi ha progettato questo assurdo e inutile percorso a zig-zag: 10 minuti a piedi senza uno straccio di tapis-roulant tra la folla che cerca di farsi largo.

Il faticoso viaggio prosegue sulla Metro B: ancora ressa e spintoni, le stazioni di Piazza Bologna, Policlinico, Castro Pretorio, Termini finalmente. Ancora scale e labirinti. Sì, certo, siamo arrivati al nodo di scambio, ma il viaggio non è finito: siamo a 1 ora e 30 minuti dalla partenza e si prosegue ancora per la nostra destinazione finale. Come nel grande gioco dell’oca: ogni due passi avanti, uno indietro.

No, non ci aspettiamo alcuna giustificazione da parte delle istituzioni, perché non può esistere alcuna giustificazione plausibile per tutto ciò: devono soltanto essere presi provvedimenti.

Niente più ciance: si dia immediato avvio ai lavori per la stazione Ponte di Nona. E si stabilisca subito che il capolinea della FR2 deve essere Termini.

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