In queste ultime ore il tempo è migliorato, ma questa è la cronaca di una giornata campale, l’ennesima per la città di Roma che sta vivendo un momento veramente complicato.
Il dissesto idrogeologico avanza, ormai le piogge autunnali, appena un po’ più abbondanti del solito, causano allagamenti e esondazioni dei fiumi e delle marrane.
Questa mattina la Collatina è stata di nuovo chiusa, una macchina della polizia messa di traverso bloccava il proseguimento verso il GRA all’incrocio con Via di Salone.
La linea bus 314 è stata deviata per via di Salone, via Andrea Noale, rampe, via Vertunni. Teoricamente il bus avrebbe dovuto riprendere il percorso per la via Collatina proprio all’incrocio con via Vertunni. Ma era un disastro: si è rischiata l’incolumità delle persone. Testimoni riferiscono che un torrente ha invaso la carreggiata della Collatina, e alcuni camion sono rimasti bloccati. I bus hanno imbarcato copiosamente acqua (nonostante il pianale alto).
L’angoscioso tragitto fluviale sulla Collatina dura un attimo che è un eternità: ancora una deviazione per via Longoni, quindi il 314 imbocca la Prenestina, saltando Tor Sapienza.
Roma come New Orleans? Il capo della Protezione Civile Bertolaso afferma che si tratta di un’esagerazione, certo. La pioggia di questi giorni non si può certo paragonare all’uragano Katrina e fortunatamente qui non ci sono migliaia di vittime.
Ma siamo molto preoccupati. E’ la tendenza che ci preoccupa: è il fatto che basta meno, molto meno di un uragano per devastare larga parte della città di Roma.
Il nostro quartiere è stato tra quelli che se la sono passata meglio, ma è stato circondato tutt’intorno da fango e da devastazione, ed è stato praticamente una prigione da cui era impossibile entrare ed uscire.
Roma è una città il cui abbraccio mortale sta stritolando Ponte di Nona.
Alemanno faccia qualcosa. E se non può, si dimetta.
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