Mentre la nostra linea si dibatte anche questa settimana tra pesanti disservizi e ripetute soppressioni di collegamenti essenziali in fascia pendolare, senza uno straccio di motivazione, arriva una notizia che rappresenta una duplice beffa.
Beffa per i cittadini del IV municipio di Roma, che si vedono aprire la stazione Val d’Ala, lungamente agognata, a partire dal 13 dicembre prossimo, per vedersi affibbiare un servizio “metropolitano” per modo di dire con 4 (diconsi “quattro”) treni navetta mattutini diretti a Tiburtina, distanziati tra loro addirittura di un’ora, e altri 4 treni la sera anch’essi con una frequenza di un’ora.
Ma ennesima beffa anche per noi. Non avverrà né l’annunciato prolungamento della FR2 a Val d’ala passando per Nomentana, ma neanche il ripristino del nostro capolinea a Roma Termini, eliminando l’illogica e devastante deviazione per Tiburtina, che impone ai pendolari di Roma Est, di Tivoli e della Valle dell’Aniene un pesante tributo di 30 minuti in più negli spostamenti mattutini.
Ed è uno scandalo che i treni nazionali provenienti da Nord, al termine della corsa, giunti a destinazione a Roma Tiburtina, proseguono anche per Roma Termini, fermando in entrambe le stazioni. Ingolfando la rete, saturando inutilmente tale stazione e sottraendo quindi binari e banchine ai treni dei pendolari.
Contrariamente alla nostra linea FR2, nel caso dei suddetti treni sarebbe naturale attestare il capolinea a Tiburtina. E’ la stazione più vicina, ed è collegata alla metropolitana. Non a caso, la maggior parte dei viaggiatori scendono dal treno a Tiburtina e si recano alla metropolitana.
Nel caso nostro la stazione più vicina è Roma Termini. E invece nel caso nostro, quando il treno giunge nei pressi del deposito del Pigneto (vicinissimo a Termini), lo fanno deviare sui binari dell’anello ferroviario, allontanandolo dal centro e facendo perdere una quantità colossale di tempo per l’inutile deviazione, e per il conseguente trasbordo sulla linea B della metropolitana.
La stragrande maggioranza dei viaggiatori deve scambiare a Termini con la linea A o con gli autobus della stazione, e comunque è illogico e dannoso che il viaggio avvenga a ritroso.
Dietro tale decisione temiamo si possano celare gli inconfessabili interessi dei commercianti delle gallerie di Roma Termini, che ovviamente prediligono l’utenza danarosa dei treni nazionali, sempre a discapito dei pendolari.
(da: Il pendolare della Ferrovia Tivoli-Roma FR 2)
Postato in: Ponte di nona